26 marzo 2013 Francesca Forani

Quando le colpe dei figli ricadono sui genitori

bambino vestito da bullo

Non ci sono figli cattivi, ma solo genitori inadeguati.

Essere buoni genitori è il mestiere più difficile del mondo.

Nessuno ci insegna come fare, non esistono apprendistati, né corsi universitari o master; spesso ci si improvvisa e, inevitabilmente, si sbaglia.

L’educazione dei figli è uno dei doveri genitoriali previsti dall’art. 30 della Costituzione e dall’art. 147 del codice civile.

Il genitore che non educa adeguatamente il figlio o non vigila su di lui, incorre in una responsabilità, sia verso il figlio, che verso i terzi che hanno subito un illecito o sono stati vittima di un reato commesso dall’erede maleducato.

La recentissima sentenza del Tribunale di Genova, che ha condannato i genitori di due ragazzi “per oggettiva carenza nell’educare i figli al rispetto dell’altro”, è emblematica.

I genitori sono stati condannati a pagare la somma di € 822.055,00 alla famiglia della vittima perché i loro figli sono stati riconosciuti colpevoli del reato di tentato omicidio premeditato ai danni di un loro coetaneo.

Già da tempo la Cassazione aveva sancito il principio per cui non è sufficiente la prova negativa di non aver potuto impedire il fatto, ma i genitori devono dimostrare “di aver impartito al figlio una buona educazione e di avere esercitato su di lui una vigilanza adeguata, il tutto in conformità alle condizioni sociali, familiari, all’età, al carattere e all’indole del minore”.

Ci troviamo dinanzi ad una probatio diabolica e la responsabilità per colpa finisce per trasformarsi in una vera e propria responsabilità oggettiva.

Forse riscoprire il valore della buona educazione e dell’applicazione di specifiche regole educative, permetterebbe ai genitori di allevare futuri uomini e donne e non piccoli tiranni e dittatori.

L’originale iniziativa di un ristorante italiano a Washington, che effettua uno sconto di quattro dollari alle famiglie che hanno i bambini educati “well behaved kids” con tanto di menzione sullo scontrino, potrebbe essere il primo passo verso la salvezza.

Oggi il “Dio geloso che punisce la colpa dei padri fino alla terza e alla quarta generazione”, come descrive la Bibbia – [Esodo 20:5 ], cede il passo alla responsabilità educativa dei genitori e al conseguente ed inevitabile risarcimento del danno.

Meditate gente, meditate!

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