26 marzo 2013 Francesca Forani

Parenti serpenti?

Una scena del film "Parenti serpenti".

Una scena del film “Parenti serpenti”.

Era il 1992 quando Mario Monicelli rappresentava nell’omonimo film una realtà familiare ipocrita ed estremamente cinica.

Chi sa se la partecipazione dei figli naturali a quel “menage“ familiare, avrebbe modificato il tragico epilogo della storia.

I parenti nell’immaginario collettivo hanno sempre avuto una connotazione negativa.

Molti parenti, molti tormenti”, “I parenti sono come le scarpe, più sono stretti, più fanno male”.

Le relazioni parentali, tuttavia, sono importanti perché costituiscono la grammatica elementare di ogni società, il primo modo in cui gli uomini organizzano le relazioni sociali.

Non esiste società che non abbia regolamentato i rapporti tra genitori e figli.

Ed in una società, come quella italiana, in cui un bambino su quattro nasce fuori dal matrimonio, si è finalmente deciso di equiparare lo status giuridico dei figli.

Dal 1° gennaio 2013, data in cui è entrata in vigore la Legge 219 del 10.12.2012 che ha modificato l’art. 74 del c.c., non c’è più differenza tra figli legittimi e figli naturali.

Tutti i figli sono uguali dinanzi alla legge.

Viene sancito il c.d. principio dell’unicità dello stato giuridico dei figli.

Ciò significa che il vincolo di parentela, sussistente sino ad ora solamente tra il genitore ed il figlio naturale riconosciuto, si estende anche ai parenti del genitore stesso con i relativi diritti e obblighi di assistenza morale e materiale oltre che di successione.

I figli naturali avranno, quindi, un vincolo di parentela con tutti i parenti dei genitori (nonno, zii, cugini).

Non sorgerà, invece, alcun vincolo di parentela nel caso di adozione di maggiorenni.

Assicurare una discendenza a chi ne sia privo mediante la trasmissione del cognome e del patrimonio, non fa venire meno i diritti e i doveri dell’adottato nei confronti della famiglia d’origine.

Ma come ben si può comprendere gli effetti principali della riforma si manifesteranno sul piano ereditario.

Non esisterà più il diritto alla commutazione, ovvero la possibilità per i figli naturali di essere liquidati dai figli legittimi in sede successoria con denaro o beni immobili ereditari, perché concorreranno a pieno titolo ed a pari merito con questi ultimi nella comunione ereditaria.

Anche la successione tra fratelli verrà modificata. Prima della riforma non vi era alcun rapporto di parentela tra fratelli legittimi e fratelli naturali, questi ultimi avrebbero potuto ereditare dai fratelli legittimi solo in assenza dei parenti entro il sesto grado con priorità sullo Stato.

Oggi la morte di un fratello legittimo senza figli determina la successione dei suoi fratelli che erediteranno a prescindere dal proprio status .

Ma eliminare qualsiasi forma di discriminazione tra figli naturali e figli legittimi contribuirà ad evitare contrasti, dissidi e lotte familiari?

Sicuramente al tradizionale pranzo parentale della domenica parteciperà qualche commensale in più, e forse, sarà quella l’occasione per seguire il consiglio di Oscar Wilde il quale affermava : “A tavola perdonerei chiunque. Anche i miei parenti.”

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